solo per ipocondriaci di arte contemporanea

VisualContainer è un’Associazione non a scopo di lucro che si propone di colmare l’assenza nel panorama artistico italiano di un qualificato distributor di video arte e new-media art, configurando un polo di raccolta, studio, promozione e distribuzione a livello nazionale ed internazionale di opere di artisti ad ogni livello di carriera.
VisualContainer è l’unica realtà di promozione, distribuzione e vendita in Italia, specializzata in videoarte.
A breve sarà visibile
L’Associazione non ha scopo di lucro e si propone per le seguenti finalità:
4.47 mins / 16:9 Widescreen / 2007 

Quando si tratta di sturmenti a percussione le persone sono abituate al suono della pelle. Molti di questi, infatti, consistono di almeno una membrana (pelle) che viene tesa intorno ad una struttura e colpita per per produrre suono, direttamente da una parte del corpo del musicista, oppure con uno strumento apposito, Ma quale sarebbe la reazione commune nel caso in cui la pelle in questione fosse umana? Col termine percussione si indica la collisione di due corpi per produrre un suono. Cosa accadrebbe se i due corpi fossero umani? Questo scenario non è una fantasia macabre ma l'essenza dell'ultima invenzione di Daan Brinkmann, Skinstrument. Si tratta di uno stumento musical che puù essere suonato da due o più persone. Attraverso una sottile, quasi inpercettibile tensione, I suonatori deiventano parte di un circuito. Quando si toccano l'un l'altro la pelle, il circuito comincia a generare il suono. E la corrente elettrica non viene tradotta solo in suono ma anche in tensione sensuale, ironicamente sottintesa dalla forma dello strumento simile ad un seno femminile e generata dal reciproco tocco. Il risultato e' una coreografia imprevedibile basata sulla interazione umana, > VIDEOit 9
rassegna di video d'artista
a cura di Francesco Poli, Francesco Bernardelli, Mario Gorni e Salvatore Lacagnina
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> LIVE SOUND SET
Yuri Gagarin, Matteo Uggeri|Hue, Christoph Hess|Strotter Inst.
a cura di Chiara Agnello in collaborazione con O’ e Die Schachtel
Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4 Milano
Martedì 18 marzo
ore 16.30-18.30 proiezione Sconfinamenti // ore 19.00-20.30 proiezione VIDEOit
ore 21.00-22.30 live sound set
Artegiovane e Careof in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano presentano la nona edizione del concorso nazionale VIDEOit per artisti emergenti.
Una giuria di esperti composta da Francesco Poli, Francesco Bernardelli, Mario Gorni e Salvatore Lacagnina ha selezionato diciotto lavori fra i più interessanti segnalati dal GAI, Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, incentrati quest'anno sul tema de "L'oggetto di design nell'ambiente".
Durante la serata del 18 marzo saranno proiettati i lavori premiati e i selezionati: Aliens Are Coming, Paola Anzichè, Riccardo Attanasio, Roberta Baldaro, Barbara Gurrieri Group, Elena Biringhelli, Mauro Ciani, Roberto De Nisi, Annamaria Di Giacomo, Alberto Finocchiaro, Dario Lazzaretto, Lemeh42, Renato Leotta, Lucia Leuci, Gruppo Suite Case, Stefano Mortellaro, Maya Quattropani, Maria Rapicavoli.
In questa occasione verrà inoltre presentata Sconfinamenti una selezione video correlata al tema trattato a cura di Francesco Bernardelli. Sconfinamenti rappresenta un momento di approfondimento sulle ricerche storiche e anticipatrici di architetti radicali e post-designer italiani degli anni settanta tra cui Ugo La Pietra, Gianni Pettena, Lapo Binazzi, Archizoom, Superstudio UFO, Alchimia e Metamorphosi.
La serata termina con un live sound set dei milanesi Yuri Gagarin, band di sperimentazione composta da Gabriele Giussani e Daniele Cappelletti. Matteo Uggeri|Hue propone un susseguirsi di parti rumoristico/sperimentali mai estreme ad altre di stampo melodico, mischiando suoni trovati, oggetti amplificati da microfoni a contatto ed elettronica. La serata si conclude con un intervento dello svizzero Christoph Hess|Strotter Inst. basato sulla manipolazione di vecchi giradischi. Senza usare dischi o suoni registrati, Strotter Inst. crea dei polimorfi di suoni e strutture ritmiche che creano un’atmosfera spazio-temporale altra, tra il rumore, il beat e i paesaggi meditativi. Le sue performance sono arricchite da una aspetto visuale: una videoproiezione mostra l’utilizzo dei materiali anacronistici combinando i giradischi con luci e altri oggetti plastici.
> ore 19.00-20.30 proiezione VIDEOit 9
Maya Quattropani Ah ah ah, 2007/08, 3'24"
Renato Leotta, Stadium, 2007, 2'40"
Paola Anzichè, Rotoballa, 2007, 4'
Barbaragurrieri/group, Evitando sensazioni incerte mi propongo per ogni oggetto un'esperienza definita e precisa, 2007, 3'12"
Dario Lazzaretto, K_art, 2007, 19"
Annamaria Di Giacomo, Rendez-vous, 2007, 4'10"
Aliens Are Coming (Samuele Tasinato e Luca Poli), Flash Water, 2007, 1'28"
Gruppo Suite Case (Guia del Favero, Francesco Cardarelli), Mouse, 2007, 1'48"
Alberto Finocchiaro, Habit.at, 2007, 3'30"
Lucia Leuci, Disegnare il sole, 2007, 4'
Sebastiano Mortellaro, A.P., 2007, 2'50"
Maria Rapicavoli, My ideal house, 2007, 2'20"
Mauro Ciani, Capitan Harlock, 2007, 4'03"
Elena Biringhelli, Esercizio di stile, 2007, 2'50"
Lemeh42 (Michele Santini, Lorenza Paoloni), Cerca de mi, 2007, 4'
Roberta Baldaro, Invidea, 2007, 2'45"
Riccardo Attanasio, Arkeotheater, 2006, 4'
Roberto De Nisi, Oggetto Design Telefonino, 2007, 3'14"
> ore 21.00-22.00 live sound set
Yuri Gagarin, Too Much of Acoustic Radiation
Matteo Uggeri|Hue, Sounds among the Banks
Christoph Hess|Strotter Inst., Potlatsch
Il modo migliore per pensare a questa installazione è quella di concepirla come una bizzarra e futuristica partita a scacchi in cui il movimento delle pedine attuato dal giocatore genera musica. Il Reactable è un sintetizzatore musicale tattile sviluppato sa un team di ricercatori e musicisti elettronici del Music Technology Group della Università Pompeu Fabra di Barcellona. Perfino il pioniere del sintetizzatore Bob Moog ha collaborato con il colletivo prima della sua recente sparizione.
Questo particolare strumento audiovisuale, la cui interfaccia ha la forma di un piano di tavolo, permette l'utilizzo simultaneo da parte di più utenti o performer, che possono interagire muovendo, girando ed accarezzando gli oggetti presenti sul piano luminoso e generare così una serie di suoni grazie ad una serie di complessi e dinamici generatori di suoni, dagli oscillatori ai generatori, con una precisa iconografia visuale associata.
Le linee disegnate dai suoni, che si dipingono e trasformano in continuazione, invitano i partecipanti a guardare, toccare e giocare permettendo una comprensione intuitiva dello strumento e delle sue potenzialità.
Reactable sarà presentato durante Optronica Lab venerdì 16 marzo, con una performance di Marcos Alonso e Martin Kaltenbrunner del team Reactable. Sarà inoltre a disposione del pubblico, in forma di installazione.
INTERVISTA CON REACTABLE da DIGICULT
Cosa vi ha spinto a lavorare nel campo dell'audiovideo? Potete dirci qualcosa in merito al vostro background e a come siete arrivati a questo punto?
Tutti i membri di Reactable sono sia ricercatori nel campo delle tecnologie audio sia musicisti. L'obiettivo che volevamo raggiungere con il nostro progetto non era di creare un output video più complesso ma di considerare gli oggetti visivi come strumenti capaci di accrescere l'usabilità dello strumento rendendo l'interfaccia musicale più semplice ed intuitivo. Tutti i Reactable hanno fatto tesoro di questo concetto e ciò ha permesso di costruire uno strumento che già nel suo design prendeva coscienza del carattere fondamentale che possiede il feedback visivo per I musicisti che utilizzano il lap top.. Con lo strumento ditgitale generalemente il musicista perde il controllo diretto di tutti gli aspetti di produzione del suono, occupandosi solo della direzione e della supervisione dei processi informatici che gestiscono i dettagli della produzione del suono.
In questo tipo di gestione del suono ogni feed-back visivo è ben accetto e diviene strumento fondamentale per la comunicazione dinamica tra la processazione eseguita dal software e colui che la controlla. Suonare con il computer senza avere un'interfaccia sarebbe pericoloso come guidare un aereo senza il radar. Il nostro lavoro cerca di massimizzare l'informazione che viene raccolta in questi componenti visuali senza utilizzare però nè testo nè numeri e trasformandoli in veri e propri oggetti.
Potete anticiparci qualcosa in merito alla vostra performance per Optronica?
E difficile riassumere in poche parole che cosa faremo. È più facile spiegarlo mostrando la foto della superficie del tavolo. Diciamo che è poco perfino dire siamo insieme performer e improvvisatori ma può farvene un'idea: tutto ciò che esce dai nostri strumenti è performato in real-time. Non usiamo mai sequenze nè tracce preregistate. Lo stesso vale per I video che sono realizzati in real time a partire di ciò che facciamo sul momento e proiettati su un grande schermo.
Perchè credete che i festival come Optronica siano importanti?
I visual stanno diventando sempre più presenti nelle performance musicali e, ciò non è sempre positivo. Da una parte li vediamo solo riempire lo spazio visivo senza aggiungere poco o nulla di connesso alla musica e senza una loro significazione autonoma. A nostro parere di più non vuol dire per forza meglio, in questo senso il fatto che la presenza dei visual sia divenuta massiva non significa che sia aumentata la cultura per l'audiovisuale. Per questo motivo la presenza di festival quali Optronica, capaci di mostrare le potenzialità delle vere performance audiovideo, è sempre più fondamentale.